In occasione della 76ª Giornata Nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, il bilancio dell’Inail riaccende i riflettori su un’emergenza quotidiana. Nei primi otto mesi del 2026 si sono registrati 498 decessi in occasione lavorativa, con un aumento del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato aggravato dal saldo delle segnalazioni complessive: considerando anche gli infortuni in itinere, le stime Anmil aggiornate all’11 ottobre parlano di 701 vite spezzate dall’inizio dell’anno, a cui si affianca un balzo del 16,3% delle denunce di malattia professionale.
I settori con il maggior numero di infortuni restano le attività manifatturiere, le costruzioni, la sanità, il commercio e i trasporti. A livello geografico, la mappa della mortalità in occasione di lavoro vede in testa per numero assoluto di vittime la Lombardia, seguita da Veneto, Campania, Sicilia ed Emilia-Romagna. Analizzando invece l’indice di incidenza rispetto al totale degli occupati, l’Osservatorio colloca in “zona rossa” regioni come Calabria, Sicilia, Campania, Liguria e Puglia.
Sul tema è intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricordando che la tutela della salute sul lavoro è un principio costituzionale. Il Capo dello Stato ha sottolineato l’urgenza di agire sui rischi prima che si trasformino in tragedie, puntando su prevenzione, formazione e tecnologie adeguate.
In questo scenario di accresciuta criticità, Ente Certificazione Macchine (ECM) si propone come partner qualificato per supportare le aziende nel raggiungimento e nel mantenimento della conformità dei macchinari. L’obiettivo è chiaro: contribuire attivamente alla riduzione dei rischi e alla salvaguardia della vita dei lavoratori.
Testing e prove pratiche: Analisi strumentali per testare l’effettiva affidabilità dei sistemi di sicurezza.
Ispezioni e manutenzione: Verifiche periodiche per prevenire guasti improvvisi o anomalie operative.
Certificazione dei macchinari: Verifica del rispetto degli standard nazionali ed europei.