Crediti di imposta, Industria 4.0 e certificazione delle macchine: incentivi e conformità normativa

27 Ottobre 2025

Negli ultimi anni, il tema della Transizione 4.0 è diventato centrale per la competitività del sistema produttivo italiano. Gli incentivi fiscali, in particolare i crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali, rappresentano una leva fondamentale per sostenere le imprese nel percorso di digitalizzazione e innovazione tecnologica. Tuttavia, per accedere in modo sicuro a tali agevolazioni, è essenziale comprendere anche il ruolo delle certificazioni delle macchine e la conformità alle normative europee.

Il meccanismo principale è il credito d’imposta per beni strumentali nuovi, che consente alle imprese di recuperare una quota significativa degli investimenti in macchinari, impianti e software 4.0.

Per essere agevolabili, i beni devono possedere caratteristiche di interconnessione e integrazione con il sistema produttivo aziendale, come previsto dagli Allegati A e B della Legge 232/2016.
Inoltre, per gli investimenti superiori a 300.000 euro, è obbligatoria una perizia tecnica asseverata o una attestazione di conformità rilasciata da un professionista abilitato.

Oltre ai requisiti tecnici legati all’interconnessione, ogni macchina deve essere conforme alle normative europee di sicurezza.
In particolare, le macchine rientrano nel campo di applicazione della Direttiva Macchine 2006/42/CE, che impone l’obbligo di:

  • marcatura CE;
  • dichiarazione di conformità UE;
  • manuale d’uso e manutenzione redatto in lingua italiana;
  • valutazione dei rischi e fascicolo tecnico del costruttore.

La conformità alla normativa europea non è solo un obbligo legale, ma anche una condizione essenziale per l’ammissibilità del credito d’imposta.

Una macchina priva di marcatura CE o non accompagnata da una corretta dichiarazione di conformità non può essere considerata un bene “Industria 4.0”, anche se dotata di funzioni digitali avanzate.

Senza una macchina conforme alle direttive europee, l’investimento rischia di non essere riconosciuto fiscalmente e, nei casi più gravi, può comportare responsabilità civili e penali in caso di incidenti o controlli da parte delle autorità competenti (ASL, INAIL, Ispettorato del Lavoro).

Per evitare rischi e contestazioni, è fondamentale che le imprese:

  • verifichino sempre la documentazione CE dei macchinari acquistati;
  • conservino le dichiarazioni di conformità e i manuali d’uso;
  • richiedano una perizia asseverata che certifichi sia la rispondenza ai requisiti tecnici 4.0 sia la conformità alle direttive di sicurezza.

Anche i fornitori di macchine hanno un ruolo cruciale: devono garantire prodotti conformi, completi di fascicolo tecnico aggiornato e marcatura CE valida, elementi che attestano la sicurezza del bene e consentono al cliente di accedere in tranquillità alle agevolazioni fiscali.

Il successo del Piano Transizione 4.0 non si misura solo in termini di incentivi fiscali utilizzati, ma anche nella capacità delle imprese di investire in tecnologie sicure, conformi e realmente interconnesse.

Il laboratorio di Ente Certificazione Macchine dispone di strumentazioni moderne e personale tecnico qualificato, in grado di eseguire le prove con la massima precisione. I risultati ottenuti sono documentati, tracciabili e utilizzabili ai fini della certificazione di prodotto per garantirti oggi sicurezza normativa e domani tranquillità fiscale.

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