I dati presentati dall’Osservatorio della CGIL Emilia-Romagna tracciano un quadro drammatico per il 2025: la regione si conferma un territorio dove la “strage silenziosa” non accenna a fermarsi. Secondo le rilevazioni provvisorie dell’INAIL, lo scorso anno le denunce di infortunio sono state 76.818, segnando un aumento dell’1,3% rispetto al 2024. Ancora più preoccupante è il dato sulle malattie professionali, che con 8.106 denunce registrano un’impennata del 7,5%.
Il bilancio delle vittime è pesantissimo: 92 morti sul lavoro in un solo anno, una media di circa otto decessi al mese. Un numero che, come sottolineato dal sindacato, è purtroppo destinato a crescere nei dati consolidati, che includeranno anche i casi attualmente in fase di accertamento. Analizzando i settori, l’agroindustria detiene il triste primato con 20 infortuni mortali, seguita da trasporti e magazzinaggio (13) e costruzioni (8).
In questo scenario di accresciuta criticità, Ente Certificazione Macchine (ECM) si propone come partner qualificato per supportare le aziende nel raggiungimento e nel mantenimento della conformità dei macchinari. L’obiettivo è chiaro: contribuire attivamente alla riduzione dei rischi e alla salvaguardia della vita dei lavoratori.
La prevenzione degli infortuni meccanici e tecnologici passa attraverso aree d’intervento mirate:
Ispezioni e manutenzione: Verifiche periodiche per prevenire guasti improvvisi o anomalie operative.
Certificazione dei macchinari: Verifica del rispetto degli standard nazionali ed europei.
Testing e prove pratiche: Analisi strumentali per testare l’effettiva affidabilità dei sistemi di sicurezza.